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Insufflaggio, quali sono i pregi e i limiti di questa tecnica

Insufflaggio

Quando si parla di riqualificazione energetica, una delle tecniche maggiormente diffuse, soprattutto per intervenire sugli edifici che sono stati realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta, è quella dell’insufflaggio. Questo tipo di tecnica di isolamento prevede di iniettare nell’intercapedine vuota delle murature un determinato materiale isolante.

Si tratta di un’operazione che può essere portata a termine in vari modi, con la posa dall’interno o dall’esterno. Questo sistema viene utilizzato spesso anche per isolare i sottotetti, oppure tutte quelle cavità costruttive di altre tipologie, come ad esempio i cavedi. Tra i materiali che vengono utilizzati più di frequente troviamo la lana di vetro, la fibra di cellulosa, la vermiculite granulare, il polistirene espanso in perle e la lana di roccia, oltre che la perlite.

I vantaggi dell’insufflaggio

Il primo punto di forza di questo tipo di intervento di isolamento è certamente quello di avere un costo piuttosto limitato. I prezzi dell’insufflaggio, come si può notare anche sulla piattaforma insufflaggiotorino.com, si aggirano intorno ai 25 euro per metro quadro di parete. Ovviamente, tutto dipende in base al materiale che viene impiegato, così come alla tecnologia su cui si punta.

L’insufflaggio, inoltre, si può portare a termine in due differenti modi, ovvero con la posa dall’esterno e con la posa dall’interno. La prima ha il vantaggio di preservare tutte le stanze interne, in cui non c’è bisogno di portare operai, confusione, polvere e macchinari. Al tempo stesso, è chiaro che, però, le spese si alzano, visto che bisogna aggiungere anche i costi legati all’impalcatura e all’utilizzo di carrelli elevatori, oltre che quelli legati al ritocco delle facciate in tutte quelle aree in cui vengono effettuati i fori.

La posa dall’interno, invece, è certamente molto più invasiva rispetto a questa prima tecnica. Infatti, c’è bisogno di avere degli spazi di manovra e spesso e volentieri richiede anche la presenza degli operai all’interno dell’abitazione. Per questa ragione la posa dall’interno si fa preferire quando i lavori di ristrutturazione coinvolgono la casa anche internamente. Nella maggior parte dei casi, ad ogni modo, questo tipo di intervento viene svolto rispettando delle tempistiche piuttosto limitate. Infatti, un appartamento di medie dimensioni, si può isolare in ogni parete perimetrale in una sola giornata di lavoro.

Quali sono i limiti di questo tipo di isolamento

Tra i fattori che sicuramente devono essere valutati prima di intervenire con la tecnica dell’insufflaggio troviamo il fatto di avere delle problematiche con i ponti termici. Per effettuare una stima quasi ideale del risultato dell’intervento tramite insufflaggio, il consiglio è quello di effettuare analisi e stime in maniera oggettiva e specifica.

L’insufflaggio risulta essere particolarmente valido ed efficace quando il materiale isolante viene inserito all’interno di cavità libere al di sopra dei 6 centimetri di spessore. In questo senso, video ispezioni e carotaggi sono davvero fondamentali, soprattutto per verificare che l’intercapedine sia sempre libera, ma anche continua.

Uno dei problemi di effettuare l’insufflaggio dall’esterno è quello di dover poi sistemare le facciate per provvedere alla correzione di tutti quei danni che vengono causati da parte dei fori. Nel caso in cui si intervenga internamente, invece, allora è chiaro che si tratta di una tecnica piuttosto invasiva, tranne nel caso in cui nell’edificio non sia già in atto una ristrutturazione interna.

Per capire se l’insufflaggio ha dato esito positivo o meno, l’unica soluzione è quella di effettuare un intervento che viene chiamato termografia. Quest’ultimo sistema viene portato a termine piuttosto di rado, dal momento che già all’inizio dell’intervento si è a conoscenza dell’esistenza di determinati ponti termici e, di conseguenza, anche che determinate porzioni di solaio oppure di parete non vengano isolate a dovere.

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