Gli spazi privati in casa: consigli utili

In una casa per famiglia, gli spazi privati e le camere da letto devono essere dotati del massimo di flessibilità. La vita di una famiglia ruota intorno al cambiamento, che a volte può essere rapido e radicale. Mentre c'è un limite alla possibilità di eliminare muri o realizzare ampliamenti, modificare la destinazione dei locali per soddisfare le mutate esigenze legate al cambiamento richiede solo un weekend e un po' di energia muscolare. I bimbi piccoli non hanno bisogno di camere grandi e possono trascorrere la maggior parte del tempo nella stanza dei genitori, almeno per i primi mesi di vita; quando imparano a camminare, invece, hanno bisogno di spazio. I bambini fino ai dieci anni dedicano molto tempo a quella che gli psicologi definiscono "attività motoria principale" e che il resto del mondo chiama "giocare in modo rumoroso o fare confusione". Se si desidera evitare la spiacevole vista di bambini...
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Ergonomia ed efficienza

Anche se molte aziende hanno investito parecchio denaro per creare un ambiente di lavoro piacevole e comodo, in genere gli uffici, con le loro tinte neutre e gli arredi standard, lasciano molto a desiderare. Uno degli aspetti più piacevoli del lavoro da casa è quello di poter creare un ambiente che risponda ai propri gusti personali. Per quanto l'estetica abbia la sua importanza, ciò che non va assolutamente trascurato è l'aspetto ergonomico. Molti mobili da ufficio non hanno un'estetica accattivante, ma sono comunque frutto di studi e ricerche sull'ergonomia, e sono stati progettati sia per migliorare produttività ed efficienza che per prevenire le patologie da ufficio. Anche lavorando in casa bisogna fare attenzione ai dolori di schiena, alle posture sbagliate e all'affaticamento oculare; e il rischio aumenta se si utilizzano arredi o accessori che non sono stati progettati ad hoc per il lavoro. Illuminazione In genere, negli spazi di lavoro, la...
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Depositi ed edifici accessori

Spesso le case unifamiliari, soprattutto nei paesi anglosassoni, sono corredate di ambienti accessori autonomi, utilizzati come depositi o laboratori. Al giorno d'oggi questi ambienti si prestano a essere utilizzati per svolgere attività professionali. La loro peculiarità è quella di essere isolati, indipendenti e separati dal resto della casa; in passato molti scrittori inglesi hanno lavorato in luoghi del genere: tra loro, Roald Dahl, Phillip Pullman e Margaret Drabble. George Bernard Shaw aveva addirittura un piccolo edificio nel giardino della sua casa di Ayot St. Lawrence, nello Hertfordshire, in Inghilterra, con un tavolo girevole in modo da poter ruotare seguendo la direzione del sole. Se avete un giardino abbastanza grande, l'allestimento di uno spazio del genere è assolutamente consigliabile. In questo modo viene garantita la necessaria distanza psicologica tra casa e lavoro, ed è piacevole uscire di casa e imboccare un vialetto in giardino per andare al lavoro. I clienti, fornitori...
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Spazi di lavoro integrati

Le nuove tecnologie digitali portatili, che non hanno bisogno né di supporti cartacei né di collegamenti via cavo - come computer portatili, palmari e telefoni cellulari consentono teoricamente di lavorare in qualsiasi luogo: a letto, sul tavolo di cucina, in giardino o in un bar. In pratica, però, uno spazio dedicato è essenziale per svolgere un'attività tanto importante per la propria esistenza. I luoghi candidati a diventare uno spazio di lavoro sono, ovviamente, quelli meno utilizzati: la sala da pranzo, se solitamente mangiate in cucina, la stanza per gli ospiti o la camera di un figlio che non vive più con voi. Tutto ciò che resta da fare è delimitare la zona e adattarla alle proprie esigenze. Nel caso in cui non ci siano spazi disponibili, occorre adattarsi a lavorare in una camera da letto, in cucina o in soggiorno. Non è detto che la cosa sia così difficile come...
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Allestire lo spazio di lavoro

Per entrare nella giusta ottica lavorativa, è necessario riuscire a mantenere una certa distanza psicologica dalle varie distrazioni della vita domestica (finché non si lavora a casa, non si può immaginare quanto una pila di panni da stirare o un prato da tagliare costituiscano una distrazione, specialmente quando si avvicina una scadenza importante) . Forse l'unico vantaggio di lavorare altrove è proprio il fatto di creare un distacco fisico e dunque un cambio di registro. Nell'allestire il posto di lavoro è quindi opportuno definire la necessaria distanza psicologica tra la sfera domestica e quella professionale: salire una scala per raggiungere l'ufficio in un attico trasformato, oppure poter chiudere una porta, sono confini fisici che delimitano i vari ambiti di attività e garantiscono l'isolamento dai problemi domestici. In modo analogo, sedersi a leggere il giornale, fare le parole crociate o seguire la corrispondenza all'inizio della giornata possono avviare mentalmente allo svolgimento...
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Aspetti da considerare per la casa studio

Condizioni fisiche necessarie allo svolgimento del proprio lavoro Quanto spazio è
necessario per una postazione di lavoro, computer, stampante, fax, scanner e altre
attrezzature, nonché per contenitori e archivi? Si tratta di un lavoro che necessita
di luce naturale? Oppure è sufficiente l'illuminazione artificiale? È un lavoro che
produce rumore, che può essere fonte di disturbo o che, al contrario, richiede il
massimo silenzio? Supporti tecnologici Sono necessarie delle linee telefoniche supplementari, ISDN,
accessi internet ad alta velocità? È necessario comprare attrezzature speciali? Ci
sono in zona i servizi indispensabili, qualora, ad esempio, ci sia bisogno di stampe
o fotocopie? Accesso Si tratta di un lavoro che implica collaboratori, visite di clienti, fornitori
o consulenti? Se sì, è necessario mantenere una certa immagine professionale? La zona di lavoro è situata in modo che il resto della casa risulti non visibile e non accessibile? Questioni legali e finanziarie Lavorare a casa, soprattutto se avete dei dipendenti,
può avere implicazioni legali e...
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La casa/studio: consigli utili

Uno dei cambiamenti più evidenti nello stile di vita degli ultimi dieci anni è la crescente tendenza a lavorare in casa. Si prevede che nel giro di cinque anni, nei paesi anglosassoni, circa un terzo della forza lavoro svolgerà la propria attività da casa , e lo stesso sta avvenendo in molte altre parti del mondo. I progressi tecnologici e telematici, uniti ai mutamenti organizzativi nelle aziende più moderne, fanno in modo che un numero crescente di lavoratori scelga di svolgere da casa tutto o parte del proprio lavoro. È un bel vantaggio riuscire a guadagnarsi da vivere senza dover affrontare i disagi del pendolarismo o dover gestire le relazioni interpersonali. Lavorare da casa significa anche maggiore concentrazione, orari flessibili e organizzazione della giornata senza dover chiedere permessi per problemi familiari o domestici come un figlio malato o la riparazione di una lavatrice. Tutto questo vale perlomeno a livello teorico....
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Consigli utili per gli spazi aperti in casa: ottimizziamoli

La prima casa è spesso composta da un locale unico ma, anche quando si hanno a disposizione due o più locali separati, sono da preferire gli spazi aperti. Per delimitare gli ambienti è bene non ricorrere a pareti divisorie convenzionali, optando per elementi alternativi in grado di conferire maggiore libertà, flessibilità e senso di ampiezza. Se l'alloggio è di proprietà ed è possibile apportare modifiche strutturali, prendete in considerazione la possibilità di demolire le pareti in modo da unire i locali ed eliminare corridoi, atri e vani scala. Otterrete così ambienti più flessibili e adatti a molteplici usi. Gli spazi aperti possono però risultare inadatti ai luoghi in cui vengono svolte attività diverse. In questo caso è bene pensare a sistemi di separazione flessibili, che possono essere costituiti da elementi autoportanti o contenitori, mobili a metà altezza che nascondano la vista di un angolo cottura o pannelli scorrevoli. La maggior...
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Consigli per la prima casa

La prima casa, che sia di proprietà o in affitto, è in genere legata alla necessità di risparmiare. Di norma le ristrettezze economiche impongono dei compromessi: dimensioni ridotte, condizioni di manutenzione precarie, ubicazione non ottimale. In ogni caso è necessario cercare di adattare gli spazi alle proprie necessità, il che significa essenzialmente definire delle priorità di spesa. Il primo impianto è generalmente un primo passo, ed è bene orientare i propri investimenti tenendo d'occhio gli sviluppi futuri. Nel caso di alloggi in affitto, è opportuno che il denaro venga investito in beni che ci possano seguire in un futuro trasloco o siano commisurati al periodo di tempo che si prevede di trascorrere nell'immobile affittato. Il primo impianto è raramente una casa da sogno, ma è pur sempre una stimolante opportunità di espressione personale. Si vive bene in uno spazio che esprime il proprio spirito e la propria personalità. Nel caso...
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Vivere in una casa flessibile

Si va sempre più affermando che la casa rispecchi la frammentazione della vita, cioè che sia flessibile per adeguarsi alle variazioni nel nucleo familiare, idonea al lavoro e in generale adattabile a varie circostanze. La richiesta di flessibilità comincia a influenzare il modo di progettare. In linea con la domanda e le aspettative, vengono proposti spazi più fluidi, 'zone' più che locali chiusi, oppure ambienti delimitati da elementi trasparenti o scorrevoli. Anche il concetto di camera da letto è messo in discussione: si tende a non specificare il numero delle stanze né la destinazione dei locali, esclusi quelli di servizio. Vengono anche proposti spazi alternativi, come sottotetti o vani sotterranei, che possono essere destinati a utilizzi diversi: lavoro, relax o ospitalità. Questo cambiamento rischia di essere visto come una semplice ridefìnizione verbale dei locali tradizionali, ma è innegabile che rifletta una necessità di rimodulare l'articolazione degli spazi domestici. Un'altra tendenza...
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La flessibilità in casa

Le caratteristiche delle case tradizionali si sono rivelate incredibilmente persistenti. In tutto il secolo passato, sebbene lo stile di vita abbia subito mutamenti radicali, i comportamenti domestici sono rimasti legati agli schemi spaziali determinati dalle convenzioni sociali dell'epoca precedente. La disposizione delle abitazioni attuali impone un certo modo di vivere: mangiare in sala da pranzo, dormire in camera da letto e rilassarsi nel soggiorno. Nelle città in cui il patrimonio edilizio risale alla fine dell'Ottocento o all'inizio del Novecento, la persistenza di questi modelli tradizionali non desta meraviglia; ciò che, invece, è sconcertante, è che fino a poco tempo fa la maggior parte dei nuovi interventi sia stata concepita secondo gli stessi principi. Nel momento in cui i comportamenti hanno iniziato a subire delle trasformazioni e si è ridotta la distinzione tra spazi pubblici e privati, così come tra casa e lavoro, si sono avvertiti i primi cambiamenti. Due dei...
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I pavimenti della nostra casa

Un tempo, le superfici orizzontali inferiori di una stanza erano in terra battuta e venivano ricoperte con pelle o tessuti. Ancora oggi tendiamo a creare rivestimenti per pavimenti che, a seconda del clima, siano in grado di tornire calore o protezione. I pavimenti in pietra apparvero più tardi, mentre in epoca romana divennero popolari il cemento e la palladiana - piccoli pozzetti di marmo fissati nel cemento - oltre a due materiali celebri quali il mosaico e il marmo. I mosaici più primitivi sono forse quelli della Nuova Guinea: teschi trofeo e maschere ricoperti da file di piccole conchiglie. Se durante il neolitico a Creta furono posati pavimenti di ciottoli arrotondati dall'acqua, i primi veri mosaici nacquero in seno alla cultura egea. Pensati per i pavimenti, dovevano essere durevoli e relativamente piatti: il mosaico , dunque, sembra essersi sviluppato non come insieme di tessere a intarsio, ma come risultato del...
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I motivi grafici dei muri

Si è a lungo ritenuto che la carta da parati fosse un'invenzione cinese, ma non ci sono prove della sua presenza in Oriente prima che in Europa. Pare che Luigi XI sia stato il primo monarca a volerla nella propria residenza. Secondo una pubblicazione inglese del 1699, nel Surrey la carta da parati era all'epoca conosciuta come "paper tapistry" (leti, "arazzi di carta"), una definizione che esplicitava la sua funzione di sostituto pratico ed economico della costosa ed elaborata tappezzeria prediletta dai ricchi. Anche allora era venduta in rotoli. Considerata inizialmente come un'alternativa agli arazzi e ai pannelli in pelle o in legno, rimane ancora oggi un'opzione valida per chi non ama le finlture più moderne. In questa sede, tuttavia, mi Interessa parlare non di parati ma di motivi grafici. Non bisogna sottovalutare la carta da parati o i dipinti murali: possono dare profondità a una stanza altrimenti anonima. Se...
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Il colore dei muri

Mi affascina il modo i:n cui le cose avvengono. L'uomo ha iniziato a pitturare pareti dall'epoca in cui ha mosso i suoi primi passi su questo pianeta: le raffigurazioni rupestri risalenti al paleolitico portano a credere che la pittura abbia una storia di almeno cinquantamila anni e dai pigmenti si è passati a utilizzare combinazioni scientifiche di pigmenti, solventi e diluenti. Se inizialmente si utilizzavano solo le tìnte primarie, l'invenzione dei coloranti ha reso possibile l'uso di molte variazioni di colore. Oggi si tende a usare diverse tonalità neutre o una sola cromia, su cui far risaltare tocchi di colore acceso. L'illuminazione e le trame materiche svolgono un ruolo importante: i colori mutano aspetto a seconda della qualità della luce e del materiale usato. Come forma di rivestimento, la pittura presenta svariati vantaggi. Contribuisce a impermeabilizzare le superfici e a contrastare l'umidità. Non è molto costosa ed è facile da...
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Le mattonelle come rivestimento delle pareti

Nate nel 5000 a.C., le mattonelle erano usate dai faraoni egizi per le proprie tombe e dai romani per i mosaici. Dal XII secolo, molti paesi europei iniziarono a produrre mattonelle di ceramica, destinate soprattutto agli ordini religiosi. Il Nord Africa antico e moderno né è ricchissimo, come la Spagna, il Portogallo e l'Italia. Nei paesi a clima temperato le mattonelle sono impiegate nei bagni e a volte in cucina, dove però oggi esistono straordinarie alternative. Il pietrisco di cava ad esempio è indicato per il bagno. Mattonelle di specchio, vetro o pietra sono preferibili a quelle in ceramica, meno resistenti. Le piastrelle in pietra sono una valida alternativa alle lastre di pietra o di ardesia. Anche se i mosaici troppo elaborati possono presentare problemi, il designer Fabio Novembre ha fatto meraviglie con il celebre mosaico di Bisazza. Un'unica parete di mattonelle è sufficiente a denotare un'estetica contemporànea. Tré, accompagnate...
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Le lampade in casa

Quando progettiamo un interno pensiamo "luce, azione", musica" ma raramente "lampade". Queste ci vengono in mente solo alla fine quando, sorseggiando una bibita alcolica, crolliamo sulla copia di un divano di Eileen Gray. Ma, a qualsiasi regola c'è un'eccezione e, benché le luci siano fisse e le lampade no, ritengo che un'applique decorativa sia una lampada, soprattutto se il suo scopo, piuttosto che consentirci di vedere , è creare un'atmosfera piacevole. Di solito le lampade si trovano sui tavoli o in un angolo della stanza e consentono dì riunire con maggiore efficacia arredi e persone. Non c'è ragione di sistemarle su un camino, poiché l'illuminazione ambientale, di sera, è demandata al fuoco mentre durante il giorno la stanza dovrebbe essere illuminata dalla luce naturale. In teoria esistono due modi per illuminare una stanza: è possibile scegliere un'illuminazione uniforme, che imiti l'effetto della luce naturale, o disporre le luci ad arte,...
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Lampade o luci?

Qual è la differenza tra lampade e luci? A mio avviso le prime possono essere spostate mentre le seconde sono fisse, parte di uno schema di illuminazione strutturale. Le lampade (ad eccezione di quelle da scrivania, destinate a uno scopo preciso) sono utilizzate per intensificare la luce ambientale; le luci, al contrario, svolgono funzioni ben definite. Le luci influenzano la nostra percezione delle forme, dei colori e delle superfici e possono accentuare o attenuare i contrasti. Per prevederne gli effetti è necessario osservare il modo in cui i diversi materiali (innanzitutto quelli utilizzati per pareti e pavimenti) reagiscono alla luce. Una stanza male illuminata avrà un aspetto irregolare; una buona illuminazione, invece, modella lo spazio e ci guida da una stanza all'altra. Arredi, stile, tappeti, tutto in una casa è privo di importanza paragonato alla posizione delle luci. Illuminare una stanza in modo corrètto non è un'operazione costosa, ma richiede...
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La luce in casa

Per vivere, non possiamo fare a meno del calore o dell'acqua e il fuoco è anche una fonte di luce. A lungo l'uomo ha vissuto con candele e lampade a gas prima che Thomas Edison inventasse la lampadina. Ma, poiché siamo esseri sofisticati, abbiamo iniziato a studiare anche gli effetti che la luce può avere sull'uomo: conosciamo, per esempio, i l cosiddetto Disordine Affettivo Stagionale, causato da uno squilibrio biochimico dell'ipotalamo dovuto alla scarsità della luce solare durante l'inverno, e sappiamo bene fino a che punto la mancanza della luce del sole o di un suo equivalente può renderci infelici . L'uomo è un essere fototropico, che si dirige sempre verso la: luce, e la scienza ci ha insegnato che la luce da forma alla nostra vita e può alterare la percezione dello spazio. Molte delle informazioni che provengono dal mondo esterno derivano dalla vista, di conseguenza un'illuminazione adeguata è...
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La camera da letto da sogno

G. K. Chesterton, saggista, romanziere e poeta inglese, in TremendousTrifles, ha scritto che stare a letto sarebbe un'esperienza completamente appagante se solo uno avesse una matita colorata abbastanza lunga per disegnare sul soffitto. Mi viene in mente una lezione ricevuta dal mio maestro quando ero ancora molto piccola e che suonava più o meno così: l'inferno è una bassa tavola imbandita, carica di dolciumi e idromele, un festino a lume di candela; malauguratamente, però, le persone che vi si trovano sono sedute su sedie altissime, da cui non possono raggiungere la tavola, e per nutrirsi non hanno che posate troppo lunghe - una scena di fame, tortura e tentazione. Passiamo al paradiso e cosa vediamo? Le stesse sedie altissime, con la bassa tavola imbandita, ma con una differenza significativa: coloro che si sono ritrovati in paradiso sono felici e soddisfatti, perché usano le lunghe posate per sfamarsi l'un l'altro (magari...
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Consigli utili per la cucina

Il più grande minimalista del nostro tempo è John Pawson, ma l'esperto d'arte David Cill attribuisce il titolo di padre del movimento a Robert Morris. Nel 1964, alla Creen Gallery di New York, Morris espose una serie di poliedri di compensato dipinto di grigio, di grandi dimensioni. Per descrivere le semplici sculture geometriche, prive di elementi figurativi o metaforici, dettagli o decorazioni e perfino inflessioni della superficie, si parlò per la prima volta di minimalismo. All'epoca le sculture di Morris erano realizzate, in genere, con materiali da costruzione industriali quali acciaio, fibra di vetro e compensato, ed erano fabbricate commercialmente in base alle indicazioni dell'artista. Morris non amava il gesto unico, l'abilità individuale, la mano dell'artista; l'opera d'arte, di conseguenza, non era più, almeno in teoria, un "oggetto originale", ma una mera riproduzione dell'idea da cui traeva origine. Tale principio ha portato alla creazione e alla successiva distruzione delle opere,...
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