La sua prima scalata verticale in tema di giradini e originalità risale alla metà degli anni`80. Dove? Protagonista la Cité de Sciences a Parigi. Chi? L'artefice originalissimo fu Patrick Blanck, botanico che ricoprì una delle pareti verticali del museo..con un giardino!
Come parte questa ingegnosa idea di rivestire i muri dei grandi palazzi e renderli veri e propri giardini?
Il nostro botanico-architetto ha preso ispirazione dalle piantein grado di crescere sulla roccia in Malesia e Thailandia. Patrick ne rimase cosí colpito da tentare l'esperimento su muri casalinghi, inventando supporti speciali e sistemi di irrigazione idonei. E così nacque il primo giardino verticale!
Iniziò poi per Blanck la sua ascesa "verde" con progetti per enormi pareti ricoperte: nel 2001 ha rivestito di piante un muro di 30 metri per un hotel vicino gli Champs Elysée!
Per il Museo di Arte contemporanea di Madrid una delle "sue" pareti è creata con 24 metri di verde (fatto da 15000 piante e da 250 specie differenti). Eccezionali gli 800mq di piante dal Giappone, dalla Cina, Europa e Stati Uniti per il Museo Quai Branly di Parigi. Pardon, per la parete del museo pargino.
Ma perché le radici delle piante non frantumano i muri? Blanck ha capito che un sistema di irrigazione regolare permette alle radici di propagarsi in orizzontale e in superficie, senza infiltrazioni difficile e pericoloáse nei muri che le supportano.
Nei giardini verticali di Blanck, non si usa terra, ma solo acqua con sali minerali.
Esteticamente meraviglioso, ma anche ottimo per l'atmosfera che si alleggerisce di anidride carbonica, mentre il sistema di riscaldamento e raffreddamento interno all'edificio consuma meno. Il verde è ottimo isolante termico e fonico, e si usa per innafiare l’acqua piovana e le acque grigie dei palazzi.
Cosa volete di più? Attendiamo le prossime imprese del botanico prestato all'architettura e speriamo che questa magnifica idea si diffonda a coprire il grigio dei palazzi cittadini sempre di più!
Ciao a tutti, sono mcbada. Sognavo di fare l'architetto e invece sono fotografa e traduttrice. Ma la passione per il design è rimasta immutata. Arredamento e soluzione architettoniche hi-tech sono la mia passione, così come le fiere di settore e i variopinti mercati di mezzo mondo in cui mi ritrovo immersa, seguendo i rivoli dei miei due lavori primari, pronta a comprare tutto ciò che mi piace e mi incuriosisce per la mia casa.
Felice di avere l'occasione di condividere parte delle mie passioni con chiunque vorrà darmi un feedback su ciò che scrivo. Vi aspetto!
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